Siamo nell’era dei Big Data, ma i dati non sono niente se non si sanno leggere e se non sono funzionali a comprendere fenomeni, oppure a crearli. E’ questo il tema della conferenza online che si terrà il prossimo 18 Marzo nell’ambito della rassegna Milano Digital Week.

Le informazioni provenienti dal web hanno un grande potere persuasivo e vengono considerati dai ricercatori e dagli esperti di Marketing una fonte inesauribile di informazioni ed opportunità.
Ecco che entra il gioco la netnografia che, dal mero metodo di ricerca, si trasforma in qualcosa di versatile ed estremamente contemporaneo per la comprensione dell’era post moderna nella sua espressione digitale e nelle applicazioni legate al marketing ed alla talent acquisition.

Ma quando parliamo di netnografia a cosa ci riferiamo?

Facciamo un passo indietro nel tempo per comprendere la potente contemporaneità di questo concetto.

Per farlo dobbiamo pensare alle connessioni tra Gemeinschaft e Gesellschaft di Weber, alla società liquida di Bauman, fino  ai non luoghi della società post-post moderna.

Il passato si ripete nel presente proiettandosi in un futuro tecnologicamente impredittibile, così come impredittibili sono le regole, o non regole, che connoteranno le relazioni personali, sociali ed economiche negli ambienti online.

La netnografia si occupa dell’interazione sociale nei contesti di comunicazione digitale 

Il metodo si concretizza nella raccolta dati e nella loro analisi, basata sull’osservazione di una quantità significativa di informazioni che, ha origine e si manifesta attraverso le tracce digitali di conversazioni pubbliche che si verificano spontaneamente e che vengono costantemente registrate dalle reti di comunicazione.

La netnografia utilizza le conversazioni come dati

Stiamo parlando di una metodologia che adatta le tradizionali tecniche di osservazione partecipativa dell’antropologia allo studio delle interazioni e delle esperienze che si manifestano attraverso la comunicazione digitale.

Il termine stesso netnografia è un ibrido di commistione interscambiata, un portmanteau, una sorta di neologismo sincratico o composto aplologico che combina “network” con ” etnografia “, Storicamente le sue radici risalgono al 1995 e si attribuiscono a Robert Kozinets – Professore all’University of Southern California – Marshall School of Business – che la applicò per analizzare le discussioni online dei fan di Star Trek, ovvero una delle fandom più importanti di ogni tempo.

L’uso del metodo – dalla ricerca di mercato e sui consumatori – si è diffuso a una serie di altre discipline e ambiti tra cui l’istruzione, le scienze, il turismo, l’informatica, la psicologia, la sociologia, l’antropologia, la geografia, il tempo libero, la cultura, il lavoro, i giochi, la formazione, la fruizione di servizi pubblici, la cittadinanza attiva, le dipendenze e ancora oltre, in un modo sempre più profondo e espanso.

Trasformazione permanente: uno sciame di voci in movimento su tre focus tematici per comprendere i cambiamenti 

Di questo parleremo nel corso della conferenza on line che, strutturata in tre panel cui parteciperanno personaggi del mondo della economia, televisione, ricerca, pubblica amministrazione, impresa – percorrerà le tappe e le manifestazioni delle tracce digitali e delle trasformazioni che stanno attraversando l’economia e la società.

Vi aspettiamo on line il prossimo 18 marzo, dalle ore 9,30 alle ore 13.00. Evento libero, previa registrazione.

Per la registrazione all’evento andate a questo link: https://it.surveymonkey.com/r/ETAss_trasformazione_permanente

Per informazioni: 0362.231231 – info@etass.it