Buone notizie per lavoratori e dipendenti: il decreto “Fondo Nuove Competenze” è stato approvato.

Occorre adeguare le competenze dei lavoratori alle nuove esigenze delle imprese, soprattutto quelle legate agli investimenti “green” e nel digitale con i quali intendiamo accompagnare la rigenerazione del sistema produttivo del nostro Paese. E l’Italia finalmente riparte, e lo fa dal capitale umano.

La formazione è un asset strategico e sembra che finalmente lo Stato abbia deciso di rivalutarla, investendoci e sgravando le aziende dai costi. Grazie al Fondo, infatti, le aziende beneficeranno di un rimborso equivalente al costo del lavoro del dipendente in formazione, senza che il salario venga toccato, mentre il lavoratore aumenterà le proprie competenze.

Nato con il decreto Rilancio con una dotazione di 230 milioni, è stato poi rifinanziato con ulteriori 200 milioni di euro per l’anno 2020 e altri 300 milioni di euro per l’anno 2021.

Per la formazione dei lavoratori c’è quindi un tesoretto di 730 milioni, che potrà essere incrementato con risorse messe a disposizione dalle Regioni, dai Programmi operativi nazionali e regionali (PON e POR) del Fondo sociale europeo (FSE) e dai Fondi paritetici interprofessionali.

Il Fondo copre gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali e, grazie alle modifiche introdotte dal decreto Agosto, può essere utilizzato anche per favorire la realizzazione di percorsi di ricollocazione dei lavoratori.

 

CHI PUÒ BENEFICIARNE

Il decreto, firmato dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, vuole essere uno strumento alternativo alla cassa integrazione. Ne possono beneficiare tutte quelle aziende che, per motivi organizzativi ed economici, intendano riorganizzare l’orario di lavoro per far svolgere ai propri dipendenti fino a 250 ore di formazione. Si dovrà specificare il numero di lavoratori coinvolti nei percorsi formativi e le ore dell’orario di lavoro convertite in formazione.

 

COME ACCEDERE AI FONDI

Alla domanda dovranno essere allegati: il progetto per lo sviluppo delle competenze in risposta ai nuovi fabbisogni del datore di lavoro o puntare a incrementare l’occupabilità del lavoratore, e l’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro sottoscritto con i sindacati.

 

Per accedere al Fondo i datori di lavoro del settore privato devono stipulare accordi collettivi di rimodulazione degli orari lavorativi, in modo che parte di quell’orario sia dedicato allo sviluppo di competenze. I progetti devono essere consegnati entro il 31 dicembre 2020.

Una volta stipulato l’accordo, i datori inoltrano istanza di contributo ad ANPAL che valuterà in ordine di ricezione. L’erogazione del contributo scatta con cadenza trimestrale attraverso l’Inps, nei limiti dell’importo massimo riconosciuto.

 

A CHI RIVOLGERSI

Ad ETAss direttamente o ad altri enti accreditati a livello nazionale o regionale. Facciamo questo da 30 anni ormai: vi seguiremo in tutte le fasi burocratiche, progettuali, erogative e di rendicontazione.

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