Ricordi Second Life?

Io me lo ricordo bene: fu oggetto di studio in Regione Lombardia sino dagli albori, come nuova forma di comunicazione e di creazione di community.

Alcune Big ci investirono molto, soprattutto le banche che poi vennero bandite dal sistema.

C’erano già le land, le community, gli incontri…  vi lascio due link perché vi possiate fare un’idea.

Com’era: http://www.secondlifeitalia.com/

Com’è: https://www.connect.secondlife.com/

Lanciato nel 2003, Second Life era una prima versione di un metaverso: uno spazio virtuale coinvolgente e condiviso.

Ben presto mostrò i suoi limiti, o caratteristiche, di concezione e d’uso.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di progetti che rimangono incompiuti

Di ciò si lamentano in molti. Alcuni esempi: i negozi della catena Best Buy sono deserti e il personale assente, gli eventi promozionali annunciati da Sun Microsystems non sono mai stati realizzati, il palazzo della Dell è desolatamente vuoto, mentre un’insegna posta sulla vetrina dell’emporio di America Apparel ne annuncia la chiusura per fallimento. «Una città fantasma più che una città virtuale – incalzano Mark Johnson, fra i primi a crearsi un’identità virtuale – il problema è che per molti Second Life è solo un gioco e le persone che vi partecipano non pensano ai reali bisogni dell’uomo».

Fonte: https://www.lastampa.it/cronaca/2007/07/23/news/addio-second-life-bella-ma-inutile-1.37126071/

Ora Second Life punta su un grande rilancio: stiamo a vedere i prossimi sviluppi.

Ma lasciamo il passato e torniamo al presente.

L’idea di un metaverso esiste da tempo, ma ora come mai, grazie alla spinta data da realtà come Facebook, c’è un’ esponenziale interesse verso i mondi virtuali che ricreano la nostra realtà.

 

Il metaverso quindi di fatto non è per nulla nuovo: ha solo assunto altre forme

 

Potremmo descrivere  il metaverso come un Internet immersivo, in cui saremo in grado di accedere alla realtà aumentata e virtuale e interagire con tutti i tipi di ambienti utilizzando avatar e tecnologie digitali innovative.

E’ possibile ancorare la nascita di ciò che oggi viene definito metaverso nel 1838: lo scienziato Sir Charles Wheatstone definì il concetto di “visione binoculare”, in cui si combinano una immagine per ciascun occhio e si ottiene un’unica immagine 3D.

Il concetto, basato sull’illusione della profondità per creare un’immagine,  è lo stesso concetto utilizzato oggi nei moderni visori VR.

 

E poi fu il momento della Virtual Reality

 

Morton Heilig ha creato la prima macchina VR nel 1956 che simulava l’esperienza di guidare una moto combinando video, audio, profumi e vibrazioni per immergere lo spettatore.

In seguito il MIT, erano gli anni ’70,  ha creato l’Aspen Movie Map, che consentiva di fare un tour virtuale della città di Aspen, in Colorado “trasportando” le persone in un luogo.

 

Il termine metaverso fa il suo ingresso ufficiale

 

Il termine “metaverso” è stato usato per la prima volta nel romanzo Snow Crash di Neil Stevenson – dove si parlava di un luogo virtuale in cui i personaggi potevano rifugiarsi per salvarsi da una realtà totalitaria. Era il 1982.

Passano alcuni anni – siamo nel 2010 – e un imprenditore di 18 anni, Palmer Luckey, inventa il prototipo del visore Oculus Rift VR: campo visivo di 90 gradi e potenza di elaborazione del computer. Facebook ha acquisito Oculus VR nel 2014 con un accordo da 2 miliardi di dollari.  Mark Zuckerberg dichiarò che Facebook e Oculus avrebbero lavorato insieme per costruire la piattaforma Oculus e sviluppare partnership per supportare più giochi.

 

Il dopo Palmer Luckey

 

Sempre nel 2014, un anno impegnativo per XR, Sony e Samsung hanno entrambi annunciato che stavano creando i propri visori VR e Google ha rilasciato il suo primo dispositivo Cardboard e gli occhiali Google Glass AR. Il dispositivo Cardboard di Google è un visualizzatore VR in cartone a basso costo per smartphone.

Ve lo ricordate Pokémon GO? Nello stesso anno persone in tutto il mondo correvano ovunque cercando di catturare i famosi esserini.

IKEA si è unito al mix del metaverso nel 2017 con la sua innovativa app Place, che ti consente di selezionare un mobile e vedere come appare a casa o in ufficio.

Facebook ha cambiato il suo nome in Meta nel 2021, indicando la sua attenzione a plasmare il futuro del metaverso.

Microsoft ha annunciato che da questo anno il Metaverso farà parte della piattaforma Teams con una funzionalità chiamata Mesh: gli utenti potranno creare un avatar con cui partecipare alle riunioni di lavoro.

Fine della prima puntata.  Keep in touch.